Etichette con codice a barre

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etichette con codici a barre

L’utilizzo dei codici a barre (bar codes) si è diffuso nel settore della grande distribuzione a partire dagli anni Settanta ed è diventato ormai indispensabile per identificare in maniera rapida e precisa merci e imballaggi. Oggi il mezzo più utilizzato per l’ identificazione sono le etichette con codice a barre.

Ora vediamo come funziona il barcode: le informazioni riguardanti ciascun prodotto sono memorizzate in forma ottica in una sequenza di barre verticali codificabili da particolari dispositivi di lettura, che poi le trasferiscono ai database informatici. Analogamente all’alfabeto morse, la simbologia di barre nere e spazi bianchi di larghezze diverse corrisponde a un codice numerico [ACSE] e si distinguono codici discreti, nei quali solo le barre contengono informazioni, e codici continui, dove anche la larghezza degli spazi ha un valore.

La regolamentazione dei codici a barre è affidata a organismi internazionali (Indicod in Italia e Uniform Code Council negli Stati Uniti) che assegnano a ogni azienda una cifra identificativa fissa. Al proprio interno, l’azienda attribuirà poi un codice univoco a ciascun prodotto secondo criteri ben precisi, per evitare sovrapposizioni. Questi elementi comporranno il barcode del prodotto. Inoltre, alcuni standard di codici a barre possono utilizzare un numero supplementare di controllo, ricavato da un particolare algoritmo applicato alle cifre del codice numerico, a verifica dell’integrità dei dati.

A seconda delle esigenze di applicazione, sono state create 26 tipologie di codifica. Tra queste, elenchiamo le principali famiglie di codici a barre:

  • EAN-13 Utilizzato per la rilevazione automatica del prezzo dei prodotti. Il codice EAN (European Article Numbering) permette di rappresentare 13 cifre (12 più una di controllo), che identificano la nazione di produzione (ad esempio 80 per l’Italia), l’azienda e il prodotto stesso. Fanno parte dell’EAN-13 i codici ISBN, utilizzato per la codifica dei libri, e ISSN, usato per i periodici. La variante EAN-8(7 cifre più una di controllo) è impiegata per prodotti di dimensioni ridotte e consente un numero minore di combinazioni.

  • UPC-A Equivalente dell’EAN per gli Stati Uniti e il Canada, il sistema UPC (Universal Product Code) consente di rappresentare 11 cifre più una di controllo. La variante UPC-E, corrispondente EAN-8,contiene soltanto 6 cifre, senza codice di controllo.

  • CODE-32 È il codice del settore farmaceutico italiano, composto da 9 cifre (oltre a una “A” fissa in posizione iniziale) e basato su un codice CODE-39 di 6 caratteri alfanumerici.

  • CODE-39 FULL ASCII  È il codice discreto più diffuso nel commercio e negli enti pubblici e codifica 127 caratteri diversi, comprese lettere maiuscole, segni di interpunzione e caratteri di controllo. Ha una bassa densità di dati ma è compatibile con i sistemi di lettura più datati.

  • CODE-128 Codifica un’elevata quantità di dati in caratteri alfanumerici ed è alla base del codice EAN-128, standard comune europeo gestito a livello internazionale dal consorzio.

Tra i motivi dell’affermazione della tecnologia delle etichette barcode vi è il costo minimo di produzione e la facilità d’ uso. Lo sviluppo e la diminuzione dei costi delle stampanti hanno permesso la diffusione dei sistemi di marcatura barcode direttamente sulle linee di produzione.

Grazie a specifici programmi informatici, si producono etichette adesive in bobina o in fogli con stampa di dati variabili. Numerazioni e codici a barre progressivi o regressivi, codici alfanumerici contenenti spesso suffissi di controllo, formule particolari per la segretezza dei dati o elementi personalizzati sono alcuni esempi di come si possono sfruttare questi metodi di identificazione.

Carta termica, materiali sintetici (in poliestere o vinile), i codici a barre possono essere stampati anche su materiali anticontraffazione. Per quanto riguarda le tecniche di stampa, si può scegliere tra quelle classiche: a trasferimento termico o in tipografia, oppure stampa laser o stampa serigrafica di ottima qualità e durevolezza.

I codici a barre, oltre che su etichette adesive, possono essere stampati su cartellini, targhette e carte plastiche. Le loro principali applicazioni sono gli inventari, i campionari e i cataloghi della grande distribuzione (aziende commerciali e farmaceutiche, settore industriale).

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